venerdì 19 aprile 2013

Akatistos alla Tuttasanta Madre di Dio

 
Akatistos alla Tuttasanta Madre di Dio

Акафист Пресвятой Богородице
 

Saluti
 

Traduzione di p. Giuseppe Ferrari

 

Dell’arcana missione avendo preso conoscenza, l’Incorporeo corse nella dimora di Giuseppe, e alla Vergine disse: “Colui che piega i cieli nel suo abbassarsi senza subire mutamento tutto in Te si racchiude, vedendolo nel tuo grembo prendere forma di servo attonito a Te esclamo: Ave, o Sposa semprevergine!

 

 

Kontàk 1: Взбранной Воеводе

A te condottiera invitta i trofei della vittoria, a te mia liberatrice dalle sventure voti di gratitudine dedico a te io la tua città, o Madre di Dio, ma Tu con la tua potenza invincibile da ogni sorta di pericoli liberami, perché a te io esclami: Ave, o Sposa semprevergine!

 

Ikos 1.

Il condottier degli angeli venne inviato dal cielo il saluto dell’Ave a portare alla Madre di Dio. Vedendo te, Signore, prender corpo alla voce di lui incorporeo, pieno di stupore stette e con questi accenti verso di Lei esclamò:

 

Ave, per te risplenderà la gioia,

Ave, per te tramonterà la maledizione.

Ave, perdono dell’Adamo caduto,

Ave, redenzione delle lacrime di Eva.

 

Ave, altezza inaccessibile agli umani ragionamenti,

Ave, profondità imperscrutabile allo sguardo degli angeli.

Ave, perché del Re sei cattedra,

Ave, perché reggi colui che tutto regge.

 

Ave, stella che annunzi il sole,

Ave, grembo della divina incarnazione.

Ave, per te la creazione si fa nuova,

Ave, per te il Creatore si fa bambino.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 2.

Ben consapevole la Santa di aver votato se stessa alla verginità, con prontezza a Gabriele risponde: il prodigio che la tua voce mi annunzia difficilmente è accettabile al mio spirito: come parli tu di parto da concepimento non fecondato? Ed esclamò: Alliluia!

 

Ikos 2.

La misteriosa rivelazione cercando di conoscere la Vergine esclamò verso il messaggero: da viscere verginali, dimmi tu, come è possibile possa nascere un figlio? E quegli a lei soggiunse con riverenza, sol così esclamando:

 

Ave, iniziata all’ineffabile disegno,

Ave, fede di misteri da adorarsi nel silenzio.

Ave, preludio dei prodigi di Cristo,

Ave, compendio dei suoi dogmi.

 

Ave, scala congiunta al cielo donde discese Dio,

Ave, ponte che trasporti i viandanti dalla terra al cielo.

Ave, degli angeli grandiosa meraviglia,

Ave, dei demoni ferita assai penosa.

 

Ave, tu che generi ineffabile la Luce,

Ave, tu che a nessuno ne insegni il modo.

Ave, tu trascendi il sapere dei sapienti,

Ave, tu illumini la mente dei credenti.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 3.

La potenza dell’Altissimo ombreggiò la Vergine per il concepimento. E il suo alveo fecondo rese giardino soave per quanti voglion coglier salvezza, cantando così: Alliluia!

 

Ikos 3.

Tenendo Dio racchiuso nel suo grembo, corse la Vergine da Elisabetta. Il bambino di costei avvertì subito il suo saluto, fu invaso da gioia e con salti di danza come canti d’esultanza, alla Madre di Dio esclamò:

 

Ave, ramo di pianta che non dissecca,

Ave, possesso di frutto che non marcisce.

Ave, tu che allevi chi di misericordia nutre l’uomo,

Ave, tu che generi il Creatore della nostra vita.

 

Ave, campo in cui germoglia abbondanza di misericordia,

Ave, mensa imbandita con dovizie di perdono.

Ave, tu fai fiorire il giardino del paradiso,

Ave, tu prepari il porto alle anime.

 

Ave, incenso che rende accetta la supplica,

Ave, propiziatrice di perdono per il mondo intero.

Ave, compiacenza di Dio per gli uomini,

Ave, mediatrice degli uomini presso Dio.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 4.

Come un mare in tempesta il prudente Giuseppe si turbò la mente oppressa da pensieri contrastanti. Convinto della tua verginità, suppone altre nozze nascoste, o Immacolata. Conosciuto poi il tuo concepimento da Spirito Santo, disse: Alliluia!

 

Ikos 4.

I pastori udirono gli angeli inneggianti l’avvento di Cristo fattosi uomo. Solleciti a lui si recano come a pastore, lo contemplano, invece, agnello immacolato, che si nutriva nel seno di Maria, e a lei inneggiando dissero:

 

Ave, madre dell’agnello e pastore,

Ave, custodia di pecorelle razionali.

Ave, difesa da nemici invisibili,

Ave, chiave delle porte del paradiso.

 

Ave, perché le creature celesti gioiscono con la terra,

Ave, perché le creature terrestri danzan cantando coi cieli.

Ave, bocca degli apostoli che mai tace

Ave, coraggio dei martiri invincibile.

 

Ave, incrollabile baluardo della fede

Ave, fulgido vessillo della grazia.

Ave, a te per cui l’inferno rimase denudato

Ave, a te per cui ci rivestimmo di gloria.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 5.

L’astro che a Dio portava i magi contemplando seguirono lo splendore e come lucerna tenendolo il Sovrano Onnipotente per suo mezzo cercavano. Raggiunto l’inarrivabile, esultarono a lui cantando: Alliluia!

 

Ikos 5.

I figli dei Caldei videro tra le mani della Vergine Colui che con la sua mano aveva creato gli uomini. In lui pur sotto forma di servo illuminati a riconoscere il Signore si affrettarono a prostrarsi con doni riverenti e a soggiungere a lei, la Benedetta:

 

Ave, madre dell’astro che non tramonta,

Ave, aurora del giorno del mistero.

Ave, tu che hai spento il fuoco dell’errore,

Ave, tu che illumini gli adoratori della Trinità.

 

Ave, tu che hai scacciato dal potere il tiranno inumano,

Ave, tu che ci hai manifestato Cristo, Signore misericordioso.

Ave, tu che ci riscatti dalla falsa religione,

Ave, tu che ci liberi dalle opere di fango.

 

Ave, tu che hai fatto cessare del fuoco l’adorazione,

Ave, tu che plachi delle passioni la fiamma.

Ave, guida dei credenti alla saggezza,

Ave, gaudio di ogni generazione.

                         

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 6.

Portatori e banditori di Dio i Magi divenuti tornarono in Babilonia. Compirono il tuo vaticinio e a tutti te, Cristo, annunziarono, abbandonato Erode come uno stolto che non seppe cantare: Alliluia! 

 

Ikos 6.

In Egitto brillando luce di verità fugasti della menzogna la tenebra. I suoi idoli crollarono, o Salvatore, non resistendo alla tua potenza. Ma da essi quanti furon liberati proclamavan alla Madre di Dio:

 

Ave, a te che rialzi l’uomo,

Ave, a te che sei il crollo dei demoni.

Ave, a te che la frode calpestasti del mondo pagano,

Ave, a te che degli idoli smascherasti la falsità.

 

Ave, mare che hai sommerso il Faraone simbolico,

Ave, roccia che disseti i sitibondi di vita.

Ave, colonna di fuoco che guidi nella tempesta,

Ave, riparo del mondo, più ampio della nube.

 

Ave, nutrimento che sostituisci la manna,

Ave, dispensatrice del godimento dei santi.

Ave, o Terra della promessa,

Ave, a te da cui scorre latte e miele.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 7.

A Simeone questo mondo d’inganno prossimo a lasciare tu venisti presentato come un bambino. Ma da lui ti facesti riconoscere anche Dio perfetto. Perciò attonito della tua sapienza infinita esclamò: Alliluia!

 

Ikos 7.

Una nuova creazione mostrò il Creatore apparso tra noi sue creature. Fiorito da grembo non fecondato lo mantenne proprio intatto qual era perché noi ammirando il prodigio celebrassimo lei dicendo:

 

Ave, fiore dell’incorruzione,

Ave, corona della continenza.

Ave, tu che risplendi esemplare della risurrezione,

Ave, tu che manifesti la vita degli angeli.

 

Ave, albero dai dolci frutti nutrimento dei credenti,

Ave, pianta dai rami ombrosi sotto cui molti si rifugiano.

Ave, tu che germogliasti la guida degli erranti,

Ave, tu che generasti il liberatore degli schiavi.

 

Ave, intercessione presso il giusto Giudice,

Ave, perdono di tanti caduti e pentiti.

Ave, abito per gli esclusi dalla supplica,

Ave, amore che superi ogni desiderio.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 8.

Un parto estraneo alla natura di questo mondo mirando rendiamo ad esso estranei, trasferendo in cielo la nostra mente. Per questo l’Altissimo Iddio è apparso sulla terra uomo misero, volendo trarre verso l’alto quanti a lui proclamano: Alliluia!

 

Ikos 8.

Integro era fra le creature terrene ma per nulla staccato egli era dal cielo il Verbo incircoscrittibile.  La condiscendenza divina non comportò alcun mutamento di luogo. E si fece figlio di una vergine, la più cara a Dio, che così si sentiva dire:

 

Ave, terra circoscritta di Dio incircoscrittibile

Ave, porta dell’augusto mistero.

Ave, motivo di dubbio per chi non ha fede

Ave, vanto indubbio per il credente.

 

Ave, cocchio tuttosanto di chi sta sui Cherubini

Ave, dimora eccelsa di chi sta sui Serafini.

Ave, tu che i contrari in unità congiungi

Ave, tu che unisci verginità e maternità

 

Ave, tu per cui la trasgressione fu annullata

Ave, tu per cui il paradiso fu riaperto.

Ave, chiave del Regno di Cristo

Ave, speranza di beni eterni.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 9.

Degli angeli la natura tutta rimase attonita per l’opera grande della tua incarnazione: l’inaccessibile a tutti come Dio contemplava accessibile a tutti come uomo, vivere in mezzo a noi e da noi tutti udire: Alliluia!

 

Ikos 9.

I retori più famosi come pesci muti noi vediamo per te, Madre di Dio, smarriti nel dire come tu vergine rimani e hai potuto partorire. Mentre noi prostrati davanti al mistero gridiamo con fede:

 

Ave, dimora della Sapienza di Dio

Ave, dispensatrice della sua provvidenza.

Ave, tu che i sapienti fai apparire ignoranti

Ave, tu che degli eloquenti riveli la stoltezza.

 

Ave, perché i ragionatori più sottili divennero folli

Ave, perché tramontarono i poeti dei miti.

Ave, tu che frantumi i sofismi degli Ateniesi

Ave, tu che dei pescatori riempi le reti.

 

Ave, tu ci trai dal profondo dell’ignoranza

Ave, tu illumini molti alla conoscenza.

Ave, nave di quanti vogliono salvarsi

Ave, porto dei naviganti in questa vita.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 10.

Il mondo volendo salvare il Creatore dell’universo di sua propria volontà in esso venne. Essendo nostro pastore come Dio per noi si mostrò uomo come noi. E così richiamato il simile al simile egli, come Dio, ascolta: Alliluia!

 

Ikos 10.

Sei tu difesa delle vergini e di quanti a te ricorrono, Vergine Madre di Dio. Il Creatore del cielo e della terra tale li creò, Immacolata, e abitando nel tuo seno tutti insegnò per te a cantare:

 

Ave, colonna della verginità

Ave, porta della salvezza.

Ave, iniziatrice di rigenerazione spirituale

Ave, conduttrice di misericordia divina.

 

Ave, tu hai rigenerato i concepiti nel peccato

Ave, tu hai raddrizzato i feriti nella mente.

Ave, tu annienti il corruttore della ragione

Ave, tu generi il promotore della castità.

 

Ave, talamo di nozze vergini

Ave, tu che i credenti conduci a nozze col Signore.

Ave, educatrice soave di vergini

Ave, tu che rivesti per le nozze le anime sante.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 11.

Inadeguato è ogni inno che ricerchi di cantare la moltitudine delle tue infinite misericordie. Se noi tutti, o Re santo, tanti canti ti portassimo quanti son nell’universo i granelli della sabbia, i tuoi doni a noi elargiti giammai eguaglieremo. È per ciò che a te cantiamo: Alliluia!

 

Ikos 11.

Luce che accoglie e spande luce a noi apparsa tra la tenebra noi vediamo la santa Vergine. Accesa la luce immateriale tutti ella guida alla conoscenza di Dio, illuminando la mente col suo fulgore e da voce unanime così onorata:

 

Ave, raggio del Sole intellettuale

Ave, dardo della Luce intramontabile.

Ave, folgore che illumini le anime

Ave, fulmine che atterri i nemici.

 

Ave, tu fai spuntare l’astro dalle molte luci

Ave, tu fai sgorgare il fiume dai molti rivi.

Ave, tu riproduci il simbolo della vasca battesimale.

Ave, tu cancelli la macchia del peccato.

 

Ave, lavacro che purifichi la coscienza

Ave, coppa che mesci esultanza.

Ave, fragranza del profumo di Cristo

Ave, vita del mistico banchetto.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 12.

Volendo far grazia delle antiche obbligazioni Colui che pagò i debiti di tutti gli uomini, scese volontariamente tra i disertori della sua grazia e lacerata del debito l’obbligazione scritta da tutti ascolta così: Alliluia!

 

Ikos 12.

Cantando il tuo Figlio tutti te celebriamo, quale tempio animato, Madre di Dio. Il Signore che nella sua mano tutto contiene abitò nel tuo seno: santa e gloriosa egli ti fece e a noi tutti insegnò a proclamarti:

 

Ave, casa del Dio e Verbo,

Ave, luogo santo più grande dei luoghi santi.

Ave, arca rivestita d’oro dallo Spirito,

Ave, tesoro inesauribile della vita.

 

Ave, corona preziosa di sovrani religiosi,

Ave, vanto augusto di sacerdoti venerandi.

Ave, fortezza incrollabile della Chiesa,

Ave, baluardo indistruttibile della nazione.

 

Ave, tu per cui s’innalzano trofei,

Ave, tu per cui soccombono i nemici.

Ave, salute del mio corpo,

Ave, salvezza della mia anima.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 13.

O Madre degna d’essere cantata con tutti gli inni, o Genitrice del Verbo sopra tutti i Santi Santissimo, accogliendo ora l’offerta libera tutti da ogni sventura riscatta dal futuro castigo noi che con voce unanime esclamiamo: Alliluia!

 

 

 

Ikos 1.

Il condottier degli angeli venne inviato dal cielo il saluto dell’Ave a portare alla Madre di Dio. Vedendo te, Signore, prender corpo alla voce di lui incorporeo, pieno di stupore stette e con questi accenti verso di Lei esclamò:

 

Ave, per te risplenderà la gioia,

Ave, per te tramonterà la maledizione.

Ave, perdono dell’Adamo caduto,

Ave, redenzione delle lacrime di Eva.

 

Ave, altezza inaccessibile agli umani ragionamenti,

Ave, profondità imperscrutabile allo sguardo degli angeli.

Ave, perché del Re sei cattedra,

Ave, perché reggi colui che tutto regge.

 

Ave, stella che annunzi il sole,

Ave, grembo della divina incarnazione.

Ave, per te la creazione si fa nuova,

Ave, per te il Creatore si fa bambino.

 

Ave, o Sposa semprevergine!

 

Kontàk 1: Взбранной Воеводе

A te condottiera invitta i trofei della vittoria, a te mia liberatrice dalle sventure voti di gratitudine dedico a te io la tua città, o Madre di Dio, ma Tu con la tua potenza invincibile da ogni sorta di pericoli liberami, perché a te io esclami: Ave, o Sposa semprevergine!

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