venerdì 12 aprile 2013

L’incontro della Madre di Dio con santa Elisabetta

 
Bergamo, museo Matris Domini, affresco della Visitazione
 


L’incontro della ­Madre di Dio con santa Elisabetta

30 marzo (12 aprile)

 

L’istituzione di questa festa e la composizione dell’ufficio liturgico sono opera dell’Archimandrita Antonin Kapustin († 1894), capo della Missione russo-ortodossa di Gerusalemme.

Il monastero Gorneye a Gerusalemme, costruito sul luogo dell’incontro della Madre di Dio con santa Elisabetta, celebra questa festa il 30 marzo. Se il 30 marzo dovesse cadere fra il Sabato di Lazzaro e la Pasqua, però, la festa è trasferita al Venerdì della settimana Luminosa.

 


Bergamo, museo Matris Domini, particolare dell'affresco della Visitazione

 

Lettura del Santo Evangelo secondo Giovanni

venerdì della settimana luminosa

(della Fonte della Vita)

 

(Gv 2, 12-22) In quel tempo Gesù scese a Cafarnao con sua madre, i suoi fratelli e i suoi discepoli e si fermarono là non molti giorni. Era vicina la pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio chi vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti. Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti dal tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi; ai venditori di colombe disse: “Togliete queste cose da qui e non fate della casa del Padre mio una casa di mercato”. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Gesù rispose e disse loro: “Smontate questo tempio e in tre giorni lo innalzerò”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu lo innalzerai in tre giorni?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi risuscitò dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che così aveva detto, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

(Lc 1, 39-49. 56) In quei giorni Maria si alzò e partì in fretta verso la montagna, in una città di Giuda. Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E avvenne che appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino saltellò nel suo ventre; Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo ed esclamò con un grande grido, e disse: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo ventre. E da dove a me è dato che venga da me la Madre del mio Signore? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta alle mie orecchie, il bambino ha saltellato con esultanza nel mio ventre. Beata colei che ha creduto, perché sarà il compimento di ciò che le ha detto il Signore”. E Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e ha esultato il mio spirito in Dio mio salvatore, perché ha chinato lo sguardo sulla piccolezza della sua serva. Ed ecco d’ora innanzi mi diranno beata tutte le generazioni; perché il Potente mi ha fatto grandi cose, e santo è il suo nome”. Maria rimase con lei circa tre mesi, quindi ritornò a casa sua. 
 
 
 
Il monastero russo Gorneye ad Ein Karem (Gerusalemme)
 
 

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