Preghiera del beato starec Nil Sorskij
Ahimè, anima
ottenebrata, si avvicina il tempo della separazione dal corpo! Fino a quando
tarderai a disfarti delle azioni malvagie? Fino a quando giacerai
nell’indolenza? Perché non pensi all’ora temibile della morte? Perché non provi
timore al pensiero del temibile giudizio del Salvatore? Che cosa risponderai o
che dirai allora a tua giustificazione? Le tue opere sono qui, ti tradiscono e
testimoniano contro di te! Anima mia, finché c’è ancora tempo, allontanati dalle
azioni vergognose, comincia una vita onesta: rifugiati nel Signore, va’ innanzi
a lui e grida con fede: “Ho peccato contro di te! Ma conoscendo la tua grande
misericordia, mi prosterno ai tuoi piedi e supplico la tua bontà: venga su di
me la tua misericordia, o Signore! Poiché la mia anima sarà turbata e inferma
all’uscire dal mio corpo miserabile e peccatore. Non la raggiunga il Maligno e
non le sia di ostacolo nelle tenebre, a causa dei peccati che ho commesso in
questa vita, coscientemente o incoscientemente. Sii misericordioso, o Signore!
La mia anima non incontri lo sguardo tenebroso degli spiriti malvagi, ma sia
accolta dai tuoi angeli risplendenti di luce. Tu che hai il potere di perdonare
i peccati, perdona i miei, affinché io riposi in pace e la mia iniquità non
rimanga davanti a te poiché ho peccato a causa della debolezza della mia
natura, in parole, opere e pensieri, coscientemente o incoscientemente. Quando
starò davanti a te, spogliato del mio corpo, non vi sia in me nulla di cattivo
che insozzi l’immagine della mia anima, e la mano del principe di questo mondo
di tenebra non afferri me, peccatore, per strapparmi e precipitarmi nelle
profondità dell’inferno. Resta accanto a me e sii il mio Salvatore e il mio
Difensore! Abbi pietà, Signore, della mia anima insozzata dalle passioni di
questa vita, accoglila purificata dalla penitenza e dal pentimento e, con la
tua potenza, conducimi al tuo tribunale divino. E quando, o Dio, verrai sulla
terra nella tua gloria, e sederai sul tuo trono, o Misericordioso, per
giudicare secondo il tuo giusto giudizio, quando noi tutti saremo allo scoperto
come dei condannati e ci presenteremo dinanzi al tuo giudizio, e quando tu
comincerai ad esaminarci a causa dei nostri peccati, allora, o Bontà infinita,
non denunciare le mie colpe segrete e non farmi arrossire di vergogna davanti
agli angeli e agli uomini, ma fammi grazia , o Dio, e abbi pietà di me. Poiché
pensando al tuo temibile giudizio, o Bontà infinita, io tremo e ho paura,
perché la mia coscienza mi accusa e soffro intensamente delle mie azioni
malvagie e sono turbato non sapendo come ti risponderò, o Re Immortale, poiché
ti ho amaramente irritato. Con che audacia leverò gli occhi verso di te, nel
temibile giudizio, io malvagio e peccatore! Ma tu, Signore, Padre dalle viscere
piene di compassione, Figlio unico e Spirito santo, abbi pietà di me e liberami
allora dal fuoco inestinguibile e rendimi degno di stare alla tua destra, o
giustissimo giudice!”.
Da: Nil Sorskij.
La vita e gli scritti, Torino, 1988, 98-99.
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